Le donne, dunque, hanno lasciato le nostre case, simulando invasamenti bacchici
e vanno correndo su nei monti ombrosi e onorerebbero con le loro danze quel dio di nuova data, Dioniso.
Chi sia veramente nessuno lo sa.
Uno tizio, uno straniero venuto dalla Lidia, un ciarlatano che fa incantesimi e sortilegi:
dai riccioli biondi della sua chioma emana un buon profumo, il suo colorito è del colore del vino, negli occhi ha le grazie di Afrodite, è uno che i giorni e le notti, col pretesto dei misteri di Bacco si trova insieme con le giovinette.
Le Baccanti, Euripide
