Si procede per sottrazione, per commozione, per galleggiamento, per strappo, per accensione improvvisa, per frammentazione, in diagonale, in diagonale, a sbranchi, a salti, a volo, ballando, per passione, per gioco, per necessità.
Non una scuola. Non discorsi. Niente retorica. Non l’applicazione di un metodo. Non idee da condividere. Semplicemente una manovra al presente che innalza ciascuno al di sopra di se stesso e lo mette nella eccitante, generosa, coraggiosa condizione di ‘miracolo irripetibile’.
Una manovra che fa luce su ciò che è in divenire e di quello che ha la fragranza, la presenza, l’impersonalità, l’impossibilità di essere esaurienti, l’impossibilità di una consapevolezza a priori.
Lo spettacolo implora una nascita genunina, implora forze che sembrano davvero rette daò genius loci della scena e che non sono altrove se non lì. Non ci si può preparare. Si possono fare esercizi di allerta, perché l’impresa è sempre pericolosa, ma nulla di più.
L’origine è ciò che in noi non smette di nascere. E’ in un passato imprevedibile, cangiante, in un presente sorgivo. Della nascita ha quell’essere punto di contatto con un altro luogo, un altro esserci, un altro non esserci.
E’ la voce sdentata dei morti che d’improvviso ci torna al cuore, si impianta, ci genera di nuovo, appunto, in un giorno qualunque del calendario, con manovra sgemba che sposta gli assi.
(Ma anche questi morti con nomi sfolgoranti e molto amati,pare abbiano l’aria scomposta da randagi e la legge dei compgani di banda).
E la sfumatura di un colore, una pesaggio, un dialetto, un nome, uno spigolo, una faccia, un campo, lo sguardo inerme di un animale, qualcosa che ci assale e ci scaraventa alla sorgente, dove il conoscere è un riconoscere, la percezione di una identità che sbrana il tempo e la forma, la ficca in una scatola piccola, li depone, li irride.
Il sud è un bel luogo. Noi pensiamo all’inverno e a tutta quella luce, a quegli alberi generosi, a quegli uomini e quelle donne preferibili.
La bellezza c’entra sempre quando si parla di arte.
Il sud è il luogo dove la luce chiama ad una resa.
Il sud è un luogo interiore.
Salute di parole.
Salute di sole.
Mariangela Gualtieri e Cersare Ronconi.
(Teatro Valdoca)